Facciamo chiarezza: DSA e ADHD
Negli ultimi anni si parla spesso di disturbi dell’apprendimento, disturbi dell’attenzione o difficoltà generali nell’apprendimento scolastico. Ma cosa significa tutto questo? Non potrò mai andare bene a scuola?
Quando un bambino o un ragazzo incontra difficoltà nel percorso scolastico, è normale che possano emergere dubbi, preoccupazioni e talvolta anche un senso di frustrazione. Le famiglie possono sentirsi disorientate di fronte a termini come DSA, ADHD o Bisogni Educativi Speciali, mentre gli studenti possono arrivare a pensare di non essere abbastanza capaci rispetto ai propri compagni.
In realtà, comprendere il significato di queste diagnosi è il primo passo per individuare le strategie più adeguate e favorire un percorso scolastico sereno e rispettoso delle caratteristiche di ciascuno.
Nuovo sguardo DSA e ADHD:
Avere una diagnosi di Disturbo dell’apprendimento (F81) significa avere una difficoltà in una delle aree specifiche dell’apprendimento:
- Lettura
- Scrittura
- Comprensione
- Calcolo
Per ognuna di esse la scuola deve attivare un Piano Didattico Personalizzato che comprende l’adozione degli strumenti compensativi utili alla situazione specifica. Tali disturbi sono regolamentati dalla Legge 170/2010 (vi lascio il link di riferimento in fondo alla pagina).
Attenzione! Esiste una casistica chiama Disturbo Evolutivo delle Abilità Scolastiche Non Specifico che spesso crea molta confusione. Nonostante rientri nel codice F81 del Manuale ICD (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati) con riferimento F81.9, NON rientra all’interno dei Disturbi Specifici.
Spesso tale codice porta con sé confusione sia alle famiglie sia agli istituti scolastici.
Tale diagnosi significa che il percorso valutativo ha evidenziato la presenza di difficoltà nelle aree degli apprendimenti che tuttavia non rientrano nei parametri di un disturbo specifico. Ad ogni modo per tale diagnosi viene suggerito alla scuola di attivare un PDP (Piano Didattico Personalizzato) per supportare il minore nel suo percorso scolastico.
Il disturbo dell’attenzione (comunemente conosciuto con l’acronimo ADHD) può avere delle specificazioni: esiste il Disturbo dell’attenzione, il Disturbo di iperattività e/o impulsività o il sottotipo Combinato che li comprende entrambi. Le caratteristiche di tale disturbo si muovono attorno le difficoltà nel mantenere l’attenzione, nel rimanere fermi durante attività che richiedono autoregolazione, difficoltà nella gestione del tempo e nell’organizzazione scolastiche/quotidiana.
Anche in questo caso la scuola attività un PDP per fornire al minore gli strumenti compensativi necessari a fornirgli un adeguato apprendimento scolastico alla luce delle sue caratteristiche. Nonostante rientri all’interno dei disturbi del neurosviluppo come i disturbi dell’apprendimento, esso fa riferimento alla Direttiva Ministeriale dei Bisogni Educativi Speciali – BES (vedi link in fondo alla pagina)
Quindi potrò mai andare bene a scuola?
Una diagnosi di DSA e/o ADHD non determina il valore di uno studente né il suo futuro scolastico. Questi disturbi descrivono modalità diverse di apprendimento e di gestione delle informazioni, non una minore intelligenza o capacità.
Con il giusto supporto, strumenti adeguati e strategie personalizzate, molti bambini e ragazzi riescono a sviluppare un metodo di studio efficace e a raggiungere importanti obiettivi scolastici.
Il ruolo della famiglia, della scuola e degli specialisti è quello di collaborare per individuare le risorse dello studente e aiutarlo a valorizzarle, riducendo l’impatto delle difficoltà sulle attività quotidiane.
Ricevere una diagnosi non rappresenta un limite, ma può essere un’opportunità per comprendere meglio il proprio funzionamento e costruire un percorso di apprendimento più adatto alle proprie caratteristiche.
L’importanza di una valutazione specialistica
Quando emergono difficoltà persistenti nella lettura, nella scrittura, nel calcolo o nell’attenzione, è importante rivolgersi a professionisti qualificati per effettuare una valutazione approfondita.
Un riconoscimento precoce delle difficoltà consente spesso di attivare tempestivamente i supporti necessari, favorendo il benessere scolastico ed emotivo del bambino o del ragazzo.
Se ti interessa approfondire il tema della diagnosi ti invito a leggere la pagina dedica presente in questo sito.
Una diagnosi non definisce le capacità della persona, ma aiuta a comprendere quali strategie e quali supporti possano favorire il suo percorso. L’obiettivo non è eliminare le difficoltà, ma fornire gli strumenti necessari affinché ciascuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità, sviluppando autonomia, fiducia nelle proprie capacità e benessere nel contesto scolastico.
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Chi sono
Sono la dott.ssa Kirby Marcolongo, psicologa clinica iscritta alla sezione A dell’albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto con n° di matricola 12897.
Sono laureata in psicologia clinica e nella pratica lavorativa mi occupo di salute mentale.