Matematica aiuto!
Sin dalla scuola dell’infanzia i nostri bambini iniziano a prendere confidenza con il mondo della matematica.
Alla scuola primaria imparano cosa significano i numeri e come si fanno i calcoli. Moltiplicazioni, divisioni sono all’ordine del giorno alla scuola secondaria di primo grado, così come esercizi più complessi: problemi, espressioni, equazioni.
Le difficoltà in matematica possono manifestarsi in modi diversi. Alcuni bambini faticano nel ricordare le tabelline, altri confondono i segni delle operazioni, altri ancora incontrano ostacoli nella risoluzione dei problemi perché non riescono a tradurre il testo in un’operazione matematica.
In altri casi, invece, il problema riguarda la velocità di elaborazione: il bambino conosce la procedura, ma impiega più tempo a completarla o si blocca sotto pressione.
Ma cosa succede se c’è un errore in uno di questi passaggi. “Cosa succede se non riesco a contare bene?” “Oppure non riesco a ricordarmi le formule geometriche?” “Le regole delle espressioni mi sembrano tutte uguali!”
Perché accade questo? Qual è il vero motivo dietro a queste difficoltà?
La verità è che la matematica non è come gli altri apprendimenti. Dobbiamo immaginare il funzionamento matematico come un computer: i processi coinvolti sono molteplici e se ci sono degli errori di configurazione tra i processi di base tutto il sistema va in blocco.
E se questo accade cosa facciamo?
Può rivelarsi utile un’analisi approfondita dei vari processi base, per individuare dove si colloca di preciso la difficoltà e intervenire così con un percorso mirato. A volte le difficoltà sono riconducibili a disturbi dell’apprendimento, in altri casi invece può essere necessario un ripasso approfondito dei vari meccanismi coinvolti.
Quando queste difficoltà sono persistenti e significative, potrebbe trattarsi di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento nell’area del calcolo, chiamato discalculia. In questi casi, il bambino non ha un problema di intelligenza, ma di automatizzazione dei processi numerici e di gestione delle informazioni matematiche.
La discalculia rientra nei DSA ed è regolamentata dalla Legge 170/2010, che prevede l’attivazione di strumenti compensativi e misure dispensative a scuola.
E se questo accade cosa facciamo?
Può rivelarsi utile un’analisi approfondita dei vari processi base, per individuare dove si colloca di preciso la difficoltà e intervenire così con un percorso mirato. A volte le difficoltà sono riconducibili a disturbi dell’apprendimento, in altri casi invece può essere necessario un ripasso approfondito dei vari meccanismi coinvolti.
Quando queste difficoltà sono persistenti e significative, potrebbe trattarsi di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento nell’area del calcolo, chiamato discalculia. In questi casi, il bambino non ha un problema di intelligenza, ma di automatizzazione dei processi numerici e di gestione delle informazioni matematiche.
La discalculia rientra nei DSA ed è regolamentata dalla Legge 170/2010, che prevede l’attivazione di strumenti compensativi e misure dispensative a scuola.
Con il giusto supporto e un percorso personalizzato, le difficoltà in matematica possono essere affrontate in modo più sereno, permettendo allo studente di sviluppare strategie efficaci e migliorare progressivamente le proprie competenze.
È importante quindi non trascurare queste difficoltà, ma osservare con attenzione come il bambino si approccia alla matematica nel quotidiano. Anche piccoli segnali, se riconosciuti precocemente, possono fare la differenza nel costruire un percorso di apprendimento più sereno ed efficace.
L’obiettivo non è eliminare l’errore, ma comprenderne la causa e trovare strategie che permettano allo studente di affrontare la matematica con maggiore sicurezza e consapevolezza.
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Chi sono
Sono la dott.ssa Kirby Marcolongo, psicologa clinica iscritta alla sezione A dell’albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto con n° di matricola 12897.
Sono laureata in psicologia clinica e nella pratica lavorativa mi occupo di salute mentale.